La maternità e il cervello delle mamme

Posted By Marco Masella | 3 comments


La maternità è indubitabilmente un evento di fondamentale importanza nella vita di una donna. Ogni madre ricorda esattamente la propria gravidanza, culminata in un momento magico: il giorno in cui ha sentito per la prima volta nel mondo la voce di suo figlio; mentre quelle che non lo sono vivono con grande aspettativa il giorno che verrà: “Come sarà? Sarà vero tutto quello che mi dicono? Cosa succederà dopo?”

Non si può nascondere il fatto che durante la maternità, in particolare per almeno i primi 2 anni del bambino, la vita di una mamma è regolarmente scandita da un susseguirsi di mansioni semplici e ripetitive che, per quanto fondamentali per la sopravvivenza del proprio figlio, tolgono un po’ di spazio ad attività e interessi che erano importanti fino al giorno prima.

Le infinite ripetizioni di compiti di scarso valore intellettuale, come dare da mangiare al nuovo arrivato, cambiare pannolini o cercare di farlo dormire tutta la notte, hanno il sapore di qualcosa che “indebolisce” le capacità mentali delle neo-mamme.

Chiunque si sia sentita sopraffatta dall’improvviso multitasking, sviluppato velocemente e per cause di forza maggiore, sappia che tutto questo non è solo istinto di sopravvivenza ma una nuova condizione, resa possibile grazie al fatto che il cervello durante i 9 mesi di gravidanza si riconfigura, proprio come un programma al quale vengono aggiunte nuove funzionalità. Non solo…questa riconfigurazione durerà tutta la vita, fornendo al cervello delle mamme capacità “extra” che, se riconosciute e allenate, daranno un vantaggio ineguagliabile.

Semplice: il cervello delle donne dopo la maternità migliora!

Sin dal momento del concepimento, subisce l’influenza di eserciti di ormoni e neurotrasmettitori con l’incarico ancestrale di preparare la futura mamma a svolgere tutti i compiti che assicureranno la sopravvivenza della discendenza.È una trasformazione così importante da essere facilmente paragonabile a quella della pubertà o adolescenza.

Per lunghi anni, gli scienziati si sono meravigliati nell’osservare questi cambiamenti. Solo ora, però, abbiamo la maternitàraggiunto la capacità tecnologica che ci permette non solo di osservarli ma anche di capirli.

Le ultime ricerche scientifiche hanno scoperto che i flussi ormonali legati alla gravidanza, alla nascita e all’allattamento, in effetti, rimodellano il cervello, per esempio, aumentando la grandezza dei neuroni in alcune regioni e producendo trasformazioni strutturali in altre.

Alcune di queste trasformazioni sono necessarie per insegnare alle neo-mamme comportamenti indispensabili come creare e gestire il nido, soddisfare i bisogni del piccolo, proteggerlo in ogni modo possibile dai pericoli in genere. Recenti esperimenti eseguiti su cavie da laboratorio hanno rilevato, per esempio, che i cambiamenti indotti dal flusso ormonale nelle cavie con prole, aumentavano in modo consistente le loro abilità legate alla ricerca del cibo. Le mamme cavie, rispetto alle cavie senza prole, diventavano molto più abili nel percorrere i labirinti, trovare il cibo e riportarlo nel nido.

Inoltre, si è scoperto che la maggior parte dei mammiferi condivide questi comportamenti legati alla maternità, controllati dalle stesse regioni neurali, sia nella specie umana come nelle altre specie. Di fatto, i ricercatori credono che la necessità di attuare questo tipo di comportamenti stia alla base dello sviluppo del cervello nei mammiferi.

Ma partiamo da dove tutto ha inizio: la gravidanza.

Ovaie e placenta producono grandi quantità di estrogeni e progesterone, gli ormoni del sistema riproduttivo femminile. L’ipotalamo e la ghiandola pituitaria producono ossitocina (sostanza che stimola le contrazioni durante il parto) e la prolattina (che favorisce la crescita delle ghiandole mammarie). Anche le endorfine sono prodotte dall’organismo in abbondanza, pronte a lenire il dolore durante il travaglio.

Oltre a giocare ruoli di primo piano in gravidanza agiscono sul cervello in varie forme. L’estrogeno e il progesterone, per esempio, sembrano ingrandire i corpi cellulari dei neuroni dell’area preottica mediale, capace di regolare i comportamenti base legati alla maternità.

Avete presente la costante preoccupazione delle mamme sul fatto che il proprio figlio mangi abbastanza e che assuma gli alimenti corretti? Quante volte vi siete domandate, soprattutto all’inizio della vostra esperienza di madre, se il pianto del vostro bambino era dovuto al fatto che avesse fame? Prepararvi al compito di sfamare e accudire i bisogni primari della vostre prole è esattamente il compito che svolge una parte dell’ippocampo che durante la gravidanza si sviluppa ulteriormente.

L’azione di questi ormoni, inoltre, aumenta l’area di ricezione delle branchie neurali nell’ippocampo che governa la memoria e l’apprendimento. L’ippocampo inoltre stimola la produzione di ossitocina, ormone fondamentale nello sviluppare l’accudimento materno. Dover imparare tutto in fretta e senza la possibilità di sbagliare! Ecco di cosa si occupa questa parte dell’ippocampo.

La facoltà di ricordare le cose che riguardano il vostro bambino è stimolata in continuazione, anche se ciò mette a repentaglio altri sistemi di memoria. È possibile che vi dimentichiate di fare gli auguri di compleanno alla vostra migliore amica, però l’ippocampo non vi permetterà di dimenticarvi di dare da mangiare al vostro piccolo.

Mamme; state serene! È scientificamente provato che dal punto di vista cognitivo la maternità non vi ha tolto nulla, ma semmai vi ha arricchito.

Si tratta di sviluppare una nuova consapevolezza sulle proprie capacità per sfruttarle nel migliore dei modi, anche al di fuori del contesto materno. Madre natura ha sempre saputo che per voi la vita può diventare complessa ma vi ha anche dato gli strumenti per affrontarla, riempiendola sì di impegni, ma anche di tanto affetto.

Vi invito ad approfondire questo argomento venendo a seguire dal vivo uno dei nostri workshop sul cervello delle mamme. Proprio nei prossimi giorni ne terremo uno a Milano in collaborazione con Mondadori. Trovate maggiori informazioni cliccando sul bottone qui sotto.

 Il cervello delle mamme

articolo di Enrico Banchi

Ingegnere civile, Italiano, ha vissuto per lungo tempo in Sud America e negli Stati Uniti. Per molti anni è stato CEO di una grande multinazionale che si occupava della costruzione di centri commerciali e di parchi divertimento (famosi in Sud America con il nome di Dinotropolis). Per imparare le tecniche di gestione dei parchi divertimento è stato “a scuola” dai più grandi: la Disney. Qui si è accesa la sua passione per la formazione e la voglia d’indagare ragione ed emozioni umane e il loro intreccio nel determinare il comportamento delle persone. Neuroscienza e scienze cognitive sono diventate il suo pane quotidiano che ha metabolizzato dando vita a workshop di “neuroscienza urbana” nei quali “noi comuni mortali non addetti ai lavori” riusciamo a comprendere in modo semplice e divertente come funziona il nostro cervello e quanto la chimica delle emozioni incide significativamente sulle nostre decisioni e azioni.

 

 

 

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La maternità e il cervello delle mamme by

3 Comments

  1. Bellissimo dossier sui papà nell’ultimo numero di Focus… Ve lo consiglio…

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  2. Carissimi,
    ho letto l’articolo sul “cervello delle mamme”….ho avuto la gioia di mettere al mondo 3 bellissimi figli, uno dopo l’altro, gli ultimi 2 hanno poco più di un anno di differenza. E’ verissimo tutto ciò che ho letto. Queste capacità acquisite gioco-forza….questione di sopravvivenza…, mi hanno certamente fortificata molto come donna e come madre, al punto che , trasferitele poi nel mio campo lavorativo, mi hanno dato una marcia in più, specialmente quando mi trovavo e mi trovo tutt’ora a gestire classi numerose, con alunni anche problematici. Ma ricordo che allora, quando ero alle prese con pannolini, biberon e altro…o con compiti a casa da far fare aifigli ormai scolarizzati(!!!!!), riuscivo ad aprire la mia casa anche ai loro amichetti, accogliendo semmai neo mamme alle prese con quell’ “unico figlio” che le lasciava però letteralmente KO!!! Fate bene a diffondere questi studi…chissà che non date una mossa decisiva a questo mondo che tende a girare al contrario, svilendo l’essenza dell’ ” essere” così perfettamente creata e strutturata. Vi ringrazio e vi dono tutta la mia stima.
    Marilena Tondo

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    • Grazie di cuore Marilena! La cosa più bella che ci può capitare è avere commenti “sentiti” come il tuo. Dacci una mano, per quello che puoi a diffonede il nostro messaggio, il tuo entusiasmo è contagioso! 🙂

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